Condivido con un signore dall’aria distinta e ben stirato nonostante l’orario, 3 piani di ascensore, torno a casa dopo una giornata intensa di lavoro e di umanità .. lo spazio è angusto, il suo odore di sigaro mi piomba addosso come un’ombra pesante. Le sue parole di più!
Intanto …
Fuori in Rotonda dei Mille, dove abito, c’è caos che blocca il traffico, attira curiosi e richiede l’intervento della polizia. I postumi di un corteo, del corteo, quello per sostenere Gaza e un popolo in via d’estinzione: è stato un giorno importante per il nostro paese, che dopo mesi di atrocità ha alzato la voce e lo ha fatto per le strade e per le piazze in tante, tantissime città.
E come spesso accade, la coda del corteo si esprime nel modo più bieco e prepotente come volesse inquinare tutto quello che di buono può portare la forza dell’essere insieme e uniti per uno scopo, e così gli atti di vandalismo sono diventati volutamente i protagonisti della giornata …
Ne ha pagato le conseguenze anche One, quell’espressione di “arte” appoggiata da qualche mese sulle povere e stanche spalle di Giuseppe. One è un bambino con la maglia rossa che temporali e sole agostino hanno scolorito, spettinato per lo stesso motivo ma pur sempre lì a raccontare ciò che ognuno ci vuole vedere; io personalmente preferivo il faccia a faccia con Garibaldi la mattina al risveglio, il bambino è deforme e inquietante e … avanza.
Tornando a Mr Cigaros e al nostro tête à tête … nell’arco dei 3 piani e quindi di un lasso di tempo che ho scoperto infinito, l’illustre mi ha vomitato addosso il suo profondo disgusto per chi manifesta; inutili esseri che non hanno nulla da fare se non rompere, distruggere e disturbare chi lavora! Da qualche parte anche un .. cazzo!
Nina era alla sua prima esperienza di dissenso sociale, mi ha chiesto istruzioni la mattina: “Mamma cosa si fa quando si partecipa alle manifestazioni, sì intendo in senso pratico?” mi sono limitata a dirle di scorrere nel fiume, di sentirsi parte e di metterci un’intenzione vera.
Io quando lo facevo alla sua età era per balzare scuola, era un pretesto per viverci liberi e per sentire di essere forti insieme, e forse il senso è proprio quello di solidarietà e potenza INSIEME per qualcosa che viviamo come essere una profonda ingiustizia.
Lei ha camminato, sotto la pioggia, accanto a tanti altri e ha portato il suo pensiero in quella direzione, lì dove ragazzi della sua età, bambini e neonati non hanno futuro, gli è stato tolto se è andata bene … se sono ancora sono vivi.
La scuola ha chiesto di giustificare la sua assenza. No! Non era un progetto di educazione civica, di filosofia, di storia; era un atto reale, di vita vissuta, niente a che vedere quindi con la scuola. Sul modulo ho scritto che Nina ha partecipato pacificamente alla manifestazione per Gaza.
In ascensore ho trattenuto il respiro, non rimaneva altro da fare. Intanto in piazza una gru con due omini a bordo approcciava One, con l’intento di cambiargli la maglietta e pettinarlo … perché questi sono i problemi veri del nostro paese.
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