Siamo stati dei bravi genitori? Vi abbiamo dato un buon esempio? Se tornassimo indietro … cambieremmo qualcosa?
E soprattutto … ci siamo posti queste domande al momento giusto?
La risposta è … bò!! Un giorno forse lo direte ad uno psicoterapeuta se non si estingueranno, o forse arriverà il momento in cui ci vomiterete addosso tutti i traumi che vi abbiamo creato; sta di fatto che prima farete i conti col passato e prima lo lascerete andare per vivervi il presente a polmoni pieni e senza ingombranti fantasmi da rincorrere o da cui fuggire.
Noi, i genitori abbiamo agito sull’onda delle emozioni un sacco di volte, ma altrettante sono state le volte in cui l’abbiamo ragionata prima di combinarla e gli esempi dati sono semplicemente stralci di vita vissuta, il quotidiano, alcune scelte fatte. Io personalmente certo che cambierei qualcosa se tornassi indietro, sarei meno indulgente e accomodante, più istintiva. Ma forse dico questo perché l’essere stata come non avrei voluto mi permette oggi di capire come voglio essere e cosa devo fare per raggiungerlo.
Stiamo vivendo una situazione surreale dove molto è andato in corto circuito, per me un’occasione preziosissima per bloccare la ruota dentro la quale correvo da anni e scenderne. Ed è successo che mi sono ritrovata tra le mani un nuovo potere, immenso e bellissimo, quello di scegliere una nuova vita in un momento in cui la maggior parte delle persone è paralizzata dalla paura di morire.
Noi nel tempo del covid ci siamo stati sparati dentro da un giorno all’altro, ed è la seconda volta che diventiamo cartucce allo sbando, dove i confini, il senso di appartenenza e la sicurezza vengono minacciati e sviliti. Vi abbiamo messo al mondo e presto, troppo presto vi abbiamo messo in mano il cellulare che poi è diventato il vostro migliore amico, il ponte immediatamente accessibile per ogni conquista, l’ultima cosa da tenere sotto le coperte prima di addormentarsi e la prima con cui darsi il buongiorno. Lo abbiamo fatto con quella fiducia cieca che riponiamo nell’invisibile ma tangibile, senza porci grandi domande, perché il presente non aveva passato e il futuro era tutto lì dentro. Nessuno ci ha aiutato ad elaborare il prezzo, i danni, le conseguenze di uno strumento che si è improvvisamente radicato e consolidato dentro le nostre famiglie creando silenzi, porte chiuse, morti di rituali e buone abitudini, alimentando atteggiamenti fasulli, convenienti. Pochi fari, rari e preziosi ma come sempre funziona, voler vedere significa volersi assumere delle responsabilità e avere l’intenzione di muoversi verso il cambiamento.
Perché è così difficile pensare che dietro a tutto questo non ci sia un disegno? Il complotto è reale e non volerlo vedere è anche questa una responsabilità che ognuno di noi deve affrontare e con cui deve imparare a convivere. Le cose che stanno succedendo sono gravi ed è grave la nostra capacità di accettazione, adeguamento e ambientamento. Non è una doccia fredda dove l’acqua arriva tutta insieme, all’improvviso e ti fa male, non puoi accettarla, devi reagire, fare qualcosa; la doccia è piuttosto un bagno dove continui ad avere tutte le tue comodità, i tuoi comfort, ma dal rubinetto esce di tanto in tanto una goccia e l’acqua non è pulita e non è nemmeno calda ma va bene, puoi accoglierla, farla entrare, acclimatarti e il bisogno di chiudere quel rubinetto neanche ti sfiora …. Una lentezza soporifera crea abitudine e accettazione, fiducia anche, come se il porsi delle domande non fosse compito nostro, non fosse il nostro mestiere …
A me il bagno piace caldo, caldissimo, con l’acqua bollente che continua ad alimentare il mio trip, sì perché io quando sono a contatto con l’acqua molto calda, me ne vado in giro con la testa! E papà invece non sopporta le cose che non funzionano, lui è un Manny Tuttofare quindi fuori discussione che un rubinetto butti fuori quando non deve. Metteteci dalla nostra anche il fatto che siamo stati imprenditori per anni navigando in un mare di merda di diverse dimensioni e consistenze, avendo a che fare quotidianamente con ingiustizie legalizzate ed ecco qui che arrivate alla conclusione. Non siamo disturbatori e la nostra mission non è quella di cambiare il mondo; crediamo nelle regole e le rispettiamo anche ma non abbiamo mai rinunciato – e mai lo faremo – a dare un senso a quello che ci viene proposto o imposto. Per questo siamo arrivati a scegliere di non accettare alcune imposizioni che riteniamo non solo insensate e inefficaci ma anche pericolose per la nostra libertà. Nel prendere decisioni contro corrente abbiamo recato danni a qualcuno? Abbiamo forse fatto del male a qualcuno? Abbiamo compromesso qualcosa? Abbiamo innescato meccanismi disfunzionali e pericolosi? La risposta è no, no, no e ancora no. Abbiamo scelto di chiudere il rubinetto e abbiamo continuato ad alimentare il caldo del nostro bagno con il nostro progetto di vita e con la fiducia nella nostra capacità sempre e comunque di crederci, di farcela, di scegliere il movimento. Che poi a dirla tutta, noi siamo tipi da doccia! 🙂
Gennaio 2022
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