Non c’è mare che tenga ed è incredibile ma quello che impera e rimane appiccicato agli occhi è il verde. Intenso e prezioso per chi questa terra la vive 365 giorni all’anno e la coltiva, ci mangia. Qui la vita si racconta anche nelle arance e nei limoni, negli avocadi e le albicocche, nelle more di gelso , quelle bianche che in realtà sono verdine e nei fichi che crescono alberi ma anche siepi e hanno la sfacciataggine di insinuarsi ovunque. Il loro profumo è la mia passione. Gli ulivi sono tantissimi, spesso in fila come vecchi saggi in contemplazione, bassi tanto da creare casa, pace.
Creta l’abbiamo attraversata in lungo e in largo negli ultimi anni, con la fortuna di avere i miei genitori qui per gran parte dell’anno; l’hanno scelta come alternativa a Roma, un salto importante e comprensibile.
Montagne, dove fino a marzo inoltrato c’è neve e l’effetto di vederla dalla spiaggia è insolito, speciale, ci raccontano. La moquette di ulivi lascia poco respiro alla roccia rossa ma quando emerge è bellissima e le case sono spesso misere sul ciglio di strade ospitate dalla natura, quasi a confermare che fuori dalle mura si sta meglio. E’ giugno l’inizio, la luna fragola è piena, gatti, tantissimi, sempre, dappertutto, si recano. Certo che siamo stati in spiaggia ma quella bazzicata dai locali e abbiamo fatto il bagno, grati per un sole avaro in una primavera bagnata, persino qui.
Le scorse volte abbiamo esplorato luoghi dove la storia è la più antica del mondo e ci pensi a come erano evoluti e capaci. Ti viene voglia di farti bastare quello che hai intorno e ti passa la voglia di guardarti indietro, tanto resta tutto più o meno come lo hai lasciato.
Sono grandi i cretesi e hanno lo sguardo fiero, hanno il fascino degli isolani, gente soddisfatta. Ti caricano sul mulo se accidentalmente ti fai male mentre scendi nelle gole di Samaria, e ringrazi le
tue preziosissime sneakers se ti capita di incontrarla l’ottusa turista in ciabatte, rigorosamente grassa che si credeva wonder e si ritrova abbarbicata miracolosamente su quell’ambulanza a 4 zampe che proprio non te lo spieghi come possa risalire la montagna impervia per kilometri e kilometri. Il resto lo fa la natura, il miracolo di un paesaggio fatto di gole profonde, schegge di rocce, squarci di azzurro che non è mai il mare e quanto vorresti che lo fosse ad un certo punto, per esclamare a te stessa che ce l’hai fatta … sei arrivata alla meta dopo ore, almeno cinque di cammino.
Le spiagge con acqua caraibica ci sono e sono da evitare perché completamente popolate da umanità chiassosa, da preferire la costa con il mare libico, più blu, con ciottoli e ombrelloni che rispettano le distanze del silenzio. L’acqua è fredda il giusto, quello che ti riattiva i centri di comando, il frizzare, così come il vento, onnipresente tanto da schiaffartela in faccia la verità: quest’isola non è per tutti!
Il mio posto preferito è la fine, così è come la chiamo; una strada che finisce, non percepisci l’oltre perchè non c’è. Da una parte la spiaggia e dall’altra una pensioncina tenuta in vita da persone che mettono la gioia nel cibo che cucinano e quella diventa un’esperienza indimenticabile, per me talmente speciale da non poterci ritornare. Quando le cose sono così devono poter avere il dono di rimanere uniche e irripetibili, altrimenti si guastano, perdono di quel valore. La notte è stata travagliata, il vento ululava forte, insistente. Non avevo paura ma l’ho immaginata, quella sensazione di potere nulla di fronte a forze, che arrivino dal cielo o dalla terra poco importa, ti fanno stringere le chiappe, chiudere gli occhi e accartocciarti in te stessa a cercare riparo.
Qui i ricordi si costruiscono di giorno in giorno, una manciata perché la nostra vita è altrove ma le
mie radici da oggi sono anche qui, dove papà raccoglie l’aglio selvatico, si innamora dei gatti e mamma parla greco, fa girare l’economia dell’isola e la chiamano per nome!
Si emozionano quando veniamo a trovarli e finisce che ci emozioniamo anche noi per quello che troviamo, piccoli gesti d’amore, che si capisce quanto lavoro c’è dietro e fa bene sentirsi figlia di nuovo. Il messaggio forte che arriva è: qui invecchiamo felici ed è tutto sotto controllo. Noi gli crediamo!
Giugno 10, 2023 alle 3:34 pm
Brividi, lacrime di commozione, e il cuore gonfio di gioia: la gioia della condivisione!
E il piacere immenso di leggere parole che raccontano l’isola che c’è, veramente capita, veramente accolta come mai mi era capitato di trovare.
Un cammino da continuare insieme, sempre!!!♥️❤️💝